Casa editrice L'Altro Modo di Volare ARTE ITALIANA
ARTISTI SARDI DEL XX SECOLO,di Gavino Colomo, - casa editrice, la Nuova Europa Firenze.
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ANNUARIO D’ARTE MODERNA artisti contemporanei, 99 – casa editrice A.C.C.A in…arte Roma.

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DIZIONARIO ENCICLOPEDICO INTERNAZIONALE D’ARTE CONTEMPORANEA 1999/2000 – casa editrice, Alba di Ferrara.

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CARBONIARTE, rassegna d’arte e poesia, catalogo 2000 – edito dal Comune di Carbonia
( Assessorato alla Cultura )
Altri dati e notizie sono apparsi:
LA NUOVA SARDEGNA
L’UNIONE SARDA
VITA NOSTRA
ARTECULTURA
THAT’S ART
Artisti Sardi del XX secolo Editrice D.Emme s.a.s. – Firenze

PAOLO LACONI
Via Rimedio, 19
NURAXINIEDDU (OR)
Paolo Laconi è nato a Sanluri (Cagliari) nel 1962. Attualmente ha lo studio
di pittore professionista a Nuraxinieddu (tel. 0783.34004), a due passi dalle
splendide spiagge Oristanesi e dall’inneguagliabile penisola del Sinis. Dopo
essersi diplomato negli studi tecnici, il suo amore per la pittura, lo ha
portato a dedicarsi con passione esclusivamente all’arte.
Ha iniziato la sua qualificata attività col presentarsi al pubblico già
nel 1992, quando aveva trent’anni e, la sua personalità artistica s’impose
subito al pubblico specie per i suoi soggetti ispirati alla natura da cui
traspare un immediato amore per la sua indomabile terra. E in effetti non
si è mai allontanato da questa sua tematica che lo appaga e lo configura come
uno dei validi artisti sardi che operano ad onore ed amore della Sardegna.
E prova di questa sua valida scelta tematica, il successo che gli ha permesso,
negli anni, di essere presente sulla scena artistica isolana con mostre a
scadenza periodica, che non molti artisti, anche di vanagloriato nome, possono
permettersi. Per dare un’idea, cito qui le sue principali mostre:
1993: Personale a Solanas;
‘94: Collettiva alla Galleria “Sardegna” a Santa Giusta e a Oristano, nello
stesso anno: Mostra-concorso “G. Marongiu” a Cabras, personali a Zeijaliu
e a Mogorella; ‘95: Collettiva alla galleria “Art House” di Oristano, collettiva
“G. Marongiu” a Cabras, e colletiva “Arte-Moda” al Mistral 2 di Oristano;
‘96: “Chiamata alle Arti” a Solarussa, Personale a Cabras, Mostra Concorso
“G. Marongiu” a Cabras, Personale ad Arborea; ‘97: Personale a Cabras, Personale
a Zerfaliu, Collettiva a Milano, Mostra concorso a Cabras, Personale a 5.
Vero Milis, Personale ad Abbasanta,; ‘98: Personale a Mogoro, Personale a
Palermo, Personale a Milis, collettiva alla galleria “La Bacheca” di Cagliari,
Mostra-concorso “G. Marongiu” a Cabras, Personale a Bonarcado. Le sue quotazioni
reali sono buone.
Numerose sue opere sono presso
collezionisti privati e presso enti pubblici. Diversi grossi nomi dell’arte
e della critica si sono interessati alla sua attività fra cui prof Corri ga,Farris.
l’a rch. Meli, Simbula, lo scultore Tore Spanu di Arzachena, ed altri. Di
Paolo Laconi è referente il Centro Culturale “Giovanni Marongiu” di Cabras,
nonché numerose gallerie d’arte.
Ho
sempre apertamente professato il mio diamantino amore per la Sardegna e per
le “cose sarde” e nessuno potrà mai accusarmi d’essermi nascosto dietro un
dito quando ho dichiarato apertamente che poter ritrovare in un pittore l’anima
schietta della nostra isola, era per me motivo di rallegra-mento e di conforto.
E chiaro e lampante pure che lo storcere il naso di certi santoni dell’arte a queste chiarificazioni mi lascia del tutto indifferente. L’anima schietta,
la semplicità amica della natura (in Sardegna, per fortuna, ancora prevalente), il godimento di rappresentarla, in un pittore come Paolo Laconi, mi piace
e mi appaga oltre ogni concepibile conflittualità.
Godere della spontanea incisività con cui questo genuino artista riesce
a dare “sensazioni efficaci” alle sue spiagge di niveo quarzo, sentire il
profumo di quelle spiagge incontaminate (che ho goduto tante volte da ragazzo,
dopo aver attraversato sull’incancellabile dalla memoria calesse degli amici
di Milis, “il deserto” del Sinis, allora senza le disperanti strade vacanziere
delle estati odierne...). Ebbene, se c’è chi me le sa far ricordare ancora
tali, se c’è nell’animo d’un poeta la capacità di descriverle ancora così
selvagge e ammalianti, beh!, io mando gli ismi
a quel paese, e spero che i
post-industriali e i post-moaernt, o solamente i post per autocertificazione, che io definisco blablaneschi,
vadano da altre parti a raccontarci
di apocalittiche periferie degradate... Qui siamo ancora “erti sui nostri carri di battaglia”, come dice il poeta, a difendere
un’integrità incorrotta, che spero gli artisti come il Laconi, riescano a
far restare incorruttibile. La nostra gente sarda non è, per fortuna, almeno
nell’ animo più profondo, periferia di nessuno, e i nostri scanditi e rudi
silenzi non possono essere letti da alcuno che sappia di muffa di salotti culturali, come un’ asettica, fastidiosa incomunicabilità. Si
sente che la pittura di Laconi scaturisce da un senso istintivo dell’ arte,
da una innata passione con cui egli insegue una maturità spesso già riscontrabile
nelle sue “nature morte” e nelle sue “campagne”, ma, soprattutto nei suoi
cieli cupi che minacciano tempesta, nonostante siano, a ben saper leggerli,
solamente l’espressione della forza d’una natura corrusca che ci appartiene
e tutto di noi pérmea.
La tavolozza di Paolo Laconi è forte e intensa; le sue tele sono una sintesi fra un equilibrio grafico e una rigorosità tonale; la sua forte impaginatura sa proporzionare spazi e colori in una freschezza temperamentale alla cui lettura non sfugge la netta sensazione che tutto in lui scaturisca da un profondo, indomito amore per la sua così amabile terra. E tutto, insomma, in lui sia connaturato a una vena artistica profondamente innata e serenamente pulita. (Gavino Còlomo)